Sono arrivato ad Assisi con il cuore un po’ stanco. Non sapevo bene cosa stessi cercando, ma sentivo che mi mancava qualcosa. I giorni passavano veloci, pieni di incontri e di volti nuovi, ma dentro di me restava una domanda che non riuscivo a mettere a tacere.
Un pomeriggio, durante un momento di preghiera, è successo qualcosa che non avevo previsto. Nel silenzio, mentre cercavo di ascoltare una parola del Vangelo senza forzare nulla, ho percepito una presenza così vicina da sorprendermi. Non era una voce forte, non era qualcosa di spettacolare. Eppure, era chiaro: qualcuno mi stava chiamando per nome. “Alessandro.” In quell’istante ho sentito che il Signore mi conosceva davvero, che non ero uno tra quelli che stavano partecipando ad un corso con i frati di Assisi. Mi sono sentito visto, accolto, voluto bene.
È stato come se una luce si accendesse dentro di me, semplice ma impossibile da ignorare.
Da quel momento ho iniziato a guardare la mia vita con occhi diversi. Non ho capito tutto subito, e non so ancora dove mi porterà questo cammino. Per questo mi sto facendo accompagnare da una guida spirituale.
Ma sento che quella chiamata è vera, che il Signore mi ha raggiunto proprio lì, ad Assisi, e mi ha invitato a fidarmi. Porto con me quella voce come un dono prezioso. È il punto da cui riparto ogni giorno, con gratitudine e con il desiderio di capire come rispondere. Perché so che non cammino più da solo.