Sono arrivata ad Assisi con lo zaino pieno di programmi, orari da rispettare e la responsabilità di venti ragazzi da accompagnare. A 23 anni, mi sentivo quella "adulta", quella che doveva dare l’esempio, quella che aveva già trovato il suo posto nel servizio in parrocchia. Pensavo che Assisi sarebbe stata una bella esperienza per loro. Non sapevo che Francesco e Chiara stavano preparando una trappola d’amore proprio per me.
Il momento della svolta è stato l'incontro con i frati del Centro Francescano Giovani della Basilica di San Francesco. Eravamo seduti in cerchio, io osservavo i miei ragazzi sperando che stessero attenti, che si portassero a casa qualcosa di buono. Poi, uno dei frati ha iniziato a raccontare la sua storia. Non parlava di concetti astratti; parlava di un desiderio di pienezza che nessuna carriera e nessuna "brava azione" potevano colmare.
Mentre ascoltavo la sua testimonianza, la sua voce ha iniziato a scavarmi dentro. Ha detto una frase che mi ha tolto il respiro: "La domanda non è 'Cosa devo fare della mia vita?', ma 'Io, per chi sono?'"
In quel momento, tutto il mio fare — l'animazione, lo studio, il volontariato — mi è apparso sotto una luce diversa. Mi sono resa conto che passavo le giornate a fare cose per Dio, ma forse non avevo mai lasciato che Dio fosse per me.
Quella domanda, "Per chi sono?", ha iniziato a martellarmi nel petto: Sono per le aspettative dei miei genitori? Sono per il mio bisogno di sentirmi utile e approvata? O sono davvero per Qualcuno che mi ha chiamata per nome prima ancora che io facessi qualcosa per Lui?
In quel pomeriggio a Santa Maria degli Angeli, ho smesso di essere l'animatrice impeccabile e sono tornata a essere una figlia. Ho capito che la mia vita non è un progetto da gestire, ma un dono da consegnare. Sentivo il peso della responsabilità scivolarmi via dalle spalle, sostituito da una vertigine bellissima: la possibilità di appartenere totalmente a Cristo.
Oggi, tornata a casa, non guardo più i miei ragazzi nello stesso modo. Ora so che non sono io a guidarli, ma che siamo tutti compagni di strada, mendicanti di un Senso che ci sovrasta. La domanda resta aperta, brucia ancora, ma è un fuoco che scalda.
Signore, io sono per Te. Insegnami tu come.